venerdì, 12 giugno 2009
volare oohoh volare oohoh, e che poi ci si perda
nel blu dipinto di merda


capisce dottore, non lo so cosa mi succede, so solo che quando salgo in metropolitana sbando quasi sempre e all'altezza della pizzeria egiziana Sant'Ambrogio mi si appanna la vista. poi quando entro in studio sono più tranquilla, con le albicocche e quella follia dalle mille sfaccettature che fa ridere e sbuffare nello stesso momento. poi ho avuto lo stomaco chiuso per qualche giorno e alle 5 di mattina appuntamento fisso col terrazzo, ho anche scattato qualche foto da vacanza, quelle del tramonto viola che gli stessi colori dei mobili di casa tua quando stanno in cielo non si sa come ti lasciano coi polmoni fermi, lo stesso fiato che è sparito quando lui suonava la chitarra e io gli ho infilato una mano nella schiena e sono arrivata a casa alle 4.30 senza saliva. i lividi passano, d'altronde io che ho le mani più verdi che rosa ci sono abituata a quelle tonalità, però a volte mi sbatte talmente forte uno dei muscoli involontari che allora mi mangio le unghie (a volte ho tecniche assurde per farmi passare i mali immaginari), quando c'è un casino di gente e uno sta ruttando nel microfono a me mancano le mani e verso alcolici dappertutto. spesso mi vorrei trasformare nelle rana, figure di merda alla rossana campo comprese, col 42 di piede e le caffettiere bruciate, proprio tutto, le carrozze mancanti e le stelline.
ho giorni che non mi ricordo nemmeno di esserci stata. continuerò comunque a bere nei bicchieri della nutella sbeccati con la coscienza al punto giusto. faccio male?
giovedì compio 25 anni, e comunque il cucchiaino non lo indosso più da un pezzo.

(in tutto questo lui è andato via. con la bocca spalancata come un quadro famoso, la pelle immobile. io coi piedi pieni di bolle che piangevo davanti a una scatola di legno che si chiudeva, sigillata)
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giovedì, 28 maggio 2009
google analytics dona serenità a una serata antipatica
sorgenti di traffico - parole chiave per catartika.splinder.com
top 10 approssimativa (per giulio)

capelli prima comunione
rubare telefonate dalle cabine
ho usato alcol sulle zecche del riccio
aggeggi da portare all'esame di stato
bulimica mi ha preso a schiaffi
come fare le campane di lana per copertine
come mai la lavatrice non riesce a fare il giro avvolte
foto di scimmie che giocano a tennis
disegni mozzarella
quando accendono i termosifoni in città porco dio

fuori concorso:
quanti capelli perdiamo al giorno (!!!)



Dente - La cena d'addio
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domenica, 24 maggio 2009
sta iniziando l'estate di quattro anni fa
le sensazioni sono le stesse, solo nessun kim ki-duk sotto la pioggia, nessuna mela lanciata dal finestrino di una macchina, nessuno che disegna linee azzurre sulla mia faccia da culo.

in secondo luogo:
manca la tesi, scrivi in modo diverso rispetto a come vivi, la tua giacca sembra pescata dai cestoni della decathlon, quando mangi sembri un personaggio pasoliniano, ogni volta che ti vedo sembri più piccola (oggi dimostri 11 anni), sono severo con te perchè tu non lo sei con te stessa, puzzi.

tema del giorno:
sono triste perchè sto guardando morire mio nonno




Elliot Smith - The Biggest Lie
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lunedì, 04 maggio 2009
postcards from reggio emilia


tutto quello che è successo è qui
mi limito a linkare copiare incollare trascrivere
anche perchè meglio di così io non sono capace

(sorrisi vari)
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venerdì, 01 maggio 2009


mi sveglio alle cinque e mezza di mattina piena di pensieri non identificati.
forse sono stata troppo con i piedi a mollo nell'acqua. e comunque sono ritornata a casa con un paio di calzini (spaiati) che non sono i miei. con la buonanotte e le omeopatie del caso.
l'unica città in cui il tramonto dura tutta la notte e riesce lo stesso a fare schifo. che poi piove, e non si riesce a dare un senso nemmeno a questo.
almeno, dico, avessi qualcuno attivo con cui andare a fare un giro in macchina ascoltando nathan fake senza pretese. 
invece mi metto su ryanair.it per cercare un modo economico per andare via (perchè con tutto quello che sono disorganizzata continuo comunque sempre a voler prendere un'aereo con l'apostrofo, anche quando in giro c'è una puzza atroce di cipolla). cerco una lavanderia a gettoni che dia soddisfazioni. faccio post-it mentali di cose da fare quando la smetterò di passare le mie giornate a levare le rughe dal culo delle modelle pagate poco.
quando sotto i coglioni di napoleone in brera mi dicevi che mi amavi.
adesso invece ricompari per qualche ora per dirmi che alla fine è così perchè non te l'ho mai data.
io che non merito una lavatrice e bevo birra di merda (e comunque sono sempre la più bassa di tutti).

cose a caso casualmente consumate in questo mese (omettendo le consonanti):
brundo mi porta a fare party, dormo due ore, conseguenza: mattina dopo uscendo da lavoro sbatto testa violentemente contro impalcatura impossibile da non vedere (nonostante ciò la sera lo smerdo lo stesso all'indovina chi)
fortu che dall'altro letto al buio e senza occhiali legge cose mimate  dalla mia faccia che io nemmeno mi ricordavo (tipo: ho delle immagini di guance lisce dietro ai microfoni incastrate tra le tempie che ancora non ho digerito, e va bene). e comunque mi porta eroicamente sul manubrio in bicicletta per tutta la città, e io non smetto di sorridere.
incontro incompleto di rane (urge reunion completa). potrei innamorarmi e non tornare più. la prossima volta no luoghi affollati, macchine con 5 posti, amici di amici di amici e ragazzi con gilet.
lo stagista inviato in studio (giovanni, per comodità e brevità chiamato monica) è l'unica persona al polimotel oltre a me che non apre la bocca prima delle 11 di mattina se non per vomitare. per il resto balla, canta e fa il rap. è amore.
domani vado alla standa a reggio emilia.
gomiti sul tavolo ok. rutti anche ma in francese. no al lancio di polpette (cit.)
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mercoledì, 11 marzo 2009


indosso una felpa che vedrei meglio in giro per seattle negli anni ottanta.
è solo che una sera sono stata presa dall'impeto di tagliare tutto (mentre la vale decideva che in casa bisognava buttare cose, e io riuscivo a salvare appena le sedie) e ho preso questa felpa fruit of the loom antica di anni e l'ho tagliata a metà. poi sono stata in giro per giorni con della besciamella nella zona gomito che aveva un'aspetto poco sano.
in sintesi, faccio schifo (mia madre lo dice eh, è da quando sono ragazzina che faccio di tutto per essere brutta).

in altri termini: mentre io lunedì lavavo piatti sporchi da una settimana, cenavo a birra e risotto ai funghi pronto in due minuti e luca giaceva mezzo ubriaco sul pavimento della mia cucina sottolineando che "una nostalgica comunità hippie" è diverso da "una comunità hippie nostalgica", e ascoltavamo jingle bells suonata dai sex pistols intervallata dagli scatti rumorosi della zenza bronica,

il mio boss tentava di sposarsi in kilt.


Luigi Tenco - Mi sono innamorato di te
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sabato, 07 marzo 2009




"noi due siamo uguali, abbiamo una bellezza interiore che nessuno capisce. perchè non ti trucchi un po' per essere più carina?"  marzo 2009, olmo, mi dicono, il peggior scarto di casale e dintorni, si riferisce alla vale con queste parole.
"quella ha le tette grosse come i miei coglioni"  dicembre 2008, infiltrata alla festa di laurea di una ventina di neo laureati in economia. io immagino le conseguenze sociali che avrà la bocconi sul suo futuro, e guardandolo dritto negli occhi, gli lancio un sorriso di compatimento.
a volte credo che nemmeno uno nato con gli occhi che vanno affaculo di default possa esprimere concetti tanto sapienti (l'alternativa è farsi una ragione del fatto che noi due calamitiamo una serie di casi umani difficilmente classificabili in uno status di essere umano con cervello).

lasciando perdere,
happiness is:
un punk con una tuta arena del 98 nella mia cucina che balla fred buscaglione appena sveglio;
la vale che vomita in bagno mentre io le gironzolo intorno mangiando una mozzarella con le mani (e la mattina dopo cucina lasagne come se non ci fosse un domani);
il boss che mi da la coca cola da colazione quando arrivo ubriaca a lavoro e mi porta il cibo se passo la pausa pranzo in studio a dormire e in faccia ho leggere sfumature verdastre (e mi perdo "la posta di lella"  che rallegra sempre la fascia 13.30/14.30);
regalare per il ventisettesimo compleanno di mia sorella 200 biglie e un libro dell'economica feltrinelli (perchè siamo bambine povere, guardateci negli occhi e ditemi cosa vedete);
la "mamma"  che parte, ma lascia la cena pronta e il letto rifatto.

d'altra parte,
shit is:
scattare cataloghi infiniti di 88 borsette, rinunciando ai brownies;
cercare inconsciamente di essere licenziata, prima scaraventando una giraffa+pesi su un monitor, poi dispensando battute stronze senza controllo a colui che rappresenta il nostro cliente (un gay che parla di se al femminile e ha un pessimo senso estetico), e non riuscirci.


ah, il disco nuovo di dente è meraviglioso,
anche perchè il suo secondo naso non è mica morbido tanto per.
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martedì, 03 marzo 2009
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mercoledì, 18 febbraio 2009
"in piedi, stronzi!"


"Can you hear the beat of my heart?
Bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp!"
(sottotilo: nessuno sarà mai come lui)

cosa si fa quando lo slittino non c'è?
mi manca il gufo con le sue canzonette e i suoi parcheggi dadaisti.
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mercoledì, 11 febbraio 2009


Sono solo adesso. Dovrei aspettare che ritornino, ma li ho pregati di non tornare: potrei cercare di buttarmi a pancia in giù, ma non vorrei vivere senza gambe. Ho tenuto soltanto il taccuino e la matita. Li lancerò prima di cambiare piede, dovrò farlo per forza, non ne posso più della guerra. E  mi stanno venendo le formiche.
(Boris Vian, Formiche)



mentre affronto la claustrofobia all'esselunga concentrandomi sull'ananas in lattina, parte Impossible degli shout out louds e io ci rimango di merda. resto impalata per secondi interminabili a infilarmi in tasca ricordi saltellanti e altri nostalgici di date e luoghi in cui non sono mai stata.
dopo un tour da pensionate ospedale-mercato-supermercato torniamo a casa traballanti. mangiamo pollo arrosto con le mani, bevendo birra e dividendo un tovagliolo di carta in due. io rompo il silenzio dicendo che se abitassimo in periferia saremmo dichiaratamente delle disagiate, invece viviamo in centro, in una casa colorata e accogliente, e a quanto pare per questa volta il contesto definisce la nostra condizione più dei nostri gesti (peccato che non  paghiamo mai l'affitto in tempo e a volte strappiamo le tende in preda alle crisi di panico).
ieri sera hanno suonato i mogwai. i pronostici ci davano per spacciati, tipo che neppure grandi porzioni di superalcolici sarebbero riusciti a farci stare meglio.
io non c'ho capito un cazzo. è stato il primo concerto della mia vita a cui ho assistito senza levarmi il cappotto. ne sono uscita emotivamente distrutta, con le ovaie che mi ricordavano che le 21 pillole rosa questo mese sono finite e una multa atm nella borsa.

che ultimamente ho la tendenza ad accartocciarmi tutto tra le mani, anche le cose spigolose che piegate fanno un male cane.

Azure Ray - Sleep
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venerdì, 06 febbraio 2009
poi ci incontriamo alle 4 di mattina sul mio letto e piangiamo insieme, siamo in preda alla vodka, io mi rincoglionisco perchè non trovo motivazioni che uniscano più della saliva, la vale mischia psicofarmaci e alcol e fidanzati senza nessuna logica.
e dopo una settimana alla stessa ora tu ti svegli e te ne vai. mi dici che pensavi che gino paoli fosse morto. sei di una scomodità mortale, coi due cuscini in posizione ospedale. a me fa male il collo.
poi io voglio cambiare lavoro. dico che ho bisogno di tranquillità, tipo di dormire tanto, per perdere ore che altrimenti passerei a concentrarmi sui respiri e le lontananze. mi faccio togliere qualche provetta di sangue. al Buzzi credono io sia incinta e mi dicono auguri, mentre ho la pancia talmente vuota che le ossa del bacino mi sbattono contro i gomiti.
piove a dirotto fuori dalla mia tshirt bianca bucata e sporca di cioccolato.

io vorrei solo di nuovo quando ti sei addormentato aggrappandoti ai miei capelli.
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domenica, 01 febbraio 2009


mi dicono che ho l'aria stanca.
a me sembra di aver combattuto tre guerre identiche negli ultimi tre giorni. mentre tommaso parla io mi addormento sul divano. è che in treno ho pianto per 50 minuti ascoltando i Tilly and the Wall con un rumeno che dormiva con la bocca aperta davanti a me (ho pensato che era meglio se me ne andavo io piuttosto che vedere te allontanarti su uno di quei cazzo di oggetti alati meccanici).
con l'interno coscia che faceva male, e il cuore come un big babol. lo stomaco stirato. quelle cose lì.
che quest'amore è un gelato al tritolo in un palazzo col gas. con le barzellette e le televendite in sottofondo che vendono orologi "coi fiocchi".
e mentre chiudendo la porta mi dicevi che a me non fregava niente, a me si formava una pozzanghera sotto l'occhio sinistro talmente perfetta che a vederla non c'avresti creduto che era la mia.
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mercoledì, 28 gennaio 2009



io non ne posso più di salire e scendere a crescenzago
io non sopporto quelli che dicono che alla mia età facevano i fotografi, gli assistenti, i panettieri e gli imbianchini (tutto contemporaneamente)
io ho visto un cane con le ruote
io sono stufa degli scatoloni che parlano, partono, pieni, chiusi, pesati, con le vite spedite altrove, con le lacrime tra il dentro e il fuori, coi pensieri che l'unica cosa peggiore di abbandonare un luogo è guardare la persona che ami farlo

credo di avere dei problemi alla circolazione sanguigna e nella gestione delle emozioni.
mi mangio una banana, sfoglio una rivista e ascolto una radio francese con una cover de "la isla bonita" cantata con la erre moscia.
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